Raoul Bova: metto i fiori in tavola, me lo ha insegnato la nonna

Dopo tanti anni dedicati al cinema e alla tv, Raoul Bova (45 anni) torna a teatro diretto da Luca Miniero. Con Chiara Francini è il protagonista di Due, una commedia su una coppia all’inizio di una convivenza.

Conosciamo il Raoul Bova pubblico, meno quello “casalingo”.
Non sono bravo in casa, cerco di dare il mio contributo ma finisco sempre con l’essere in mezzo ai piedi. Ma una cosa che so fare bene c’è…

Racconti…
Preparare la tavola creando l’atmosfera con luci e candele. Me lo ha insegnato la nonna, e quando mia mamma raccoglie i fiori di campo riesco
a fare anche delle belle composizioni. Mi piacciono rose, margherite, orchidee… Il mio fiore preferito è il girasole, mi incuriosisce.

È romantico?
Sì. Non sono da feste commerciali come San Valentino, preferisco sorprendere tutti i giorni con un fiore, un invito, una tavola ben preparata.

La sua scelta più importante?
Essere passato dal nuoto al cinema: una scelta che mi ha permesso di lavorare per oltre 25 anni. Un lavoro che faccio sempre con grande passione
e desiderio di migliorarmi.

Come vive il ritorno a teatro?
Mi sento a mio agio, anche se ogni replica fa storia a sé: questione di pubblico, ambiente, adrenalina.

È più razionale o emotivo?
Emotivo, mi commuovo spesso. Di recente sono stati i primi passi di mia figlia Luna. Ma trattengo a stento le lacrime quando mi scontro coi
miei ragazzi più grandi, Alessandro 17 anni e Francesco 15. Sono nell’età della contestazione, vorrei poter fare tanto di più per stare loro vicino.